lunedì 14 febbraio 2011

Polpi volanti

Descrizione

Lovecraft, ne L'ombra calata dal tempo, così descrive queste creature:

[I polpi volanti erano] un'orribile razza antica dalle sembianze di polpi, entità totalmente aliene...Erano fatti solo in parte di materia e potevano fluttuare nell'aria, sebbene privi di ali...[Esibivano] una mostruosa plasticità...alle volte diventavano invisibili (H.P. Lovecraft, H.P. Lovecraft, tutti i racconti 1931-1936, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1991)

Informazioni Generali

I loro sensi non includono la vista e sono solo parzialmente composti di materia, anche se non possono passare attraverso i corpi solidi. Sono creature molto resistenti e solo delle forti scariche di energia elettrica possono ferirli o distruggerli. Le loro menti sono così strane che la Grande Razza di Yith non può effettuare trasferimenti psichici con loro. Possono galleggiare nell'aria anche se sono sprovvisti di ali o altri visibili strumenti per il volo, e lasciano enormi impronte quando si muovono sul terreno. I loro corpi amorfi possono diventare invisibili. In battaglia, utilizzano la loro capacità di controllare e indirizzare il vento come arma di offesa e difesa. S.T.Joshi suggerisce che questi esseri, oltre a Nettuno, popolavano anche i pianeti di Yuggoth(Plutone), Yaksh e Tond. Giunti sulla Terra, edificarono delle città di basalto con alte torri prive di finestre. Quando tentarono di conquistare gli oceani, i polpi vennero respinti dai Grandi Antichi; di conseguenza, si limitarono a colonizzare la superficie del pianeta. Quando la Grande Razza di Yith giunse sulla Terra, combatté contro i polpi e li obbligò a rifugarsi nel sottosuolo. La grande razza di Yith sigillò gli ingressi delle dimore sotterranee dei polpi con trappole di vario tipo. Le loro grandiose città di basalto non vennero però demolite, forse per non dimenticare mai l'orrore che si celava sotto la crosta terrestre. Alla fine del Cretaceo (approssimativamente 50 milioni di anni fa), i polpi riuscirono a liberarsi e sterminarono la Grande Razza, tornando subito a vivere nel sottosuolo, in cui avevano trovato un habitat ideale.

da Wikipedia

mercoledì 9 febbraio 2011

Il sognatore

“Non potrei appioppare tutto a un assistente?”, mi chiedevo in sala professori, di fronte alla pila delle centoventitre maledette prove di esame da correggere. Non ne avevo nessuna voglia, ma la mia deontologia mi impediva di delegare senza un buon motivo.

Improvvisamente, il buon motivo fece capolino dalla porta, nelle vesti di Gustav, il nostro paparazzo:

“Ehi, è sparito Paul LeMound, il medium. Il capo ci vuole subito operativi”.

Con un sospiro di sollievo, scrissi un biglietto per il mio assistente Garry, spiegando che ordini superiori mi impedivano di correggere le 123 prove, che gli lasciavo nel cassetto, da consegnare per lunedì, e mi mossi verso l'ufficio di Von Castellan.

Paul LeMound era un pezzo grosso, la sua sparizione mi era nota: di quei tempi, a New York, era senza dubbio il medium più quotato, e i giornali avevano riportato la sua scomparsa, qualcuno con toni drammatici, gli idioti razionalisti che non crederebbero nemmeno all'esistenza di un mostro tentacoluto se si presentasse per il thé, erano invece quasi ironici perché Paul non aveva previsto che gli sarebbe successo qualcosa di brutto.

Ciò che ignoravo era che Von Castellan lo conoscesse, ma avrei dovuto immaginarlo: c'è qualche posto in cui non abbia le mani in pasta?

Due ore dopo io, Dimitri e Gustav eravamo da Irene, la vecchia, truccatissima madre di Paul, che sembrava genuinamente preoccupata per suo figlio, e (manco a dirlo) ha sparlato di Velma, la fidanzata del figlio e del suo manager, Herbert. Comunque, ci ha dato alcune informazioni utili, e soprattutto le chiavi e un permesso per visitare la casa del figlio, nonché una sua lettera, trovata in casa, e un diario di adolescente. La lettera parlava di un uomo turbato, e con strane visioni di un mondo preistorico, che ricordavano i sogni da adolescente descritti nel diario: Paul si percepiva come un essere enorme e alieno in un mondo preistorico.

Per curarsi era stato ricoverato, e sembrava guarito, ma di recente i sogni erano ricominciati.

Dopo la madre, siamo andati da Velma, un'attricetta da due soldi che non era nemmeno in grado di simulare per bene la sua disperazione. Diceva di essere afflitta, ma mi sa che aveva ragione Irene a dire che stava con Paul più che altro per sfruttarlo. Comunque, era un bell'esemplare di mammifera.

Secondo lei, tutto con Paul filava liscio, ma il nostro segugio le ha mostrato la lettera in cui Paul scriveva il contrario, e lei ci ha cacciato.

Abbiamo ancora visitato casa di Paul, senza grande costrutto, e anche la visita di Herbert, alquanto scostante, è stata poco costruttiva. O meglio, lo sarebbe stata se non ci fossimo ingegnati.

Tanto per cominciare, Gustav ha quasi sedotto la segretaria, dandole appuntamento all'uscita dal lavoro. Mentre attendevamo il momento, ci ha fermati un sedicente e poco credibile agente assicurativo che voleva carpirci informazioni, ma abbiamo notato subito la sua barba posticcia: Dimitri l'ha seguito di nascosto, mentre io mi sono dato da fare per scoprire i risultati sportivi del giorno.

Beh, di nascosto per qualche minuto, poi quello ha cominciato a dare segnali di accorgersi di essere seguito e di non gradire la cosa: nello specifico, ha tirato un bidone e sparato tre proiettili contro Dimitri, che non l'ha presa bene e l'ha ucciso. Già che c'era, l'ha anche ripulito di chiavi, soldi e documenti: era Rodgers, un vecchio amico di Paul, con il quale lo scomparso aveva condiviso un viaggio in Asia di otto anni, in gioventù.

Mentre Gustav si vedeva con la segretaria, la quale descriveva Herbert come un brav'uomo teso per via di certe minacce, io e Dimitri abbiamo inscenato un furto, scoprendo che Herbert era veramente malmesso dal punto di vista economico, ed aveva tre o quattro polizze di assicurazione sulla vita di Paul (che però era il suo unico assistito redditizio – e si prendeva il 50% dei guadagni).

Per finire la serata criminale, siamo penetrati anche nella casa di Rodgers, dove abbiamo trovato un buon numero di libri da ricerca, alcuni appunti, ma soprattutto una specie di proiettore e un libro preziosissimo ed antico: i Manoscritti Pnakotici, di cui si conoscono solo cinque copie, che si ritenevano perdute, e che parla dei tempi preistorici. Non sono ancora riuscito a leggerlo. Non ne ho avuto il tempo: appena arrivati in Università, Dimitri ha attivato il proiettore, ed è comparso una specie di enorme cono con le chele. O così mi hanno detto: io sono svenuto, Gustav ha dato di matto per un po'.

Solo Dimitri ha guardato un po' il cono, che lo ha guardato perplesso, poi è sparito.

Era un Yith.

Brutta bestia.

E, dal diario di Rogers, era chiaro: gli Yith stanno cercando Paul, e volevano che fosse Rogers a trovarlo.

In quel momento, non mi sarebbe poi dispiaciuto essere davanti alle mie centoventitre prove di esame da correggere.

di Jacopo de Medici

domenica 6 febbraio 2011

Razza di Yith


Informazioni generali
Tali creature vivono fuori dalle nostre normali concezioni di spazio e tempo. Possono risiedere praticamente ovunque, in qualsiasi luogo e in qualsiasi epoca, ma per sopravvivere devono possedere un corpo, almeno per un certo periodo di eoni. Quando si verifica queste necessità, le menti più alte e meritevoli hanno il privilegio di spostarsi in massa ad occupare una qualsiasi razza delle normali regioni tridimensionali. Quando queste entità raggiungono la razza da loro scelta, si fondono con essa, convincendola dell'assoluta necessità della loro venuta e meravigliandola delle possenti conoscenze con cui potrà entrare in contatto. In questo modo, la razza di Yith riesce ad accrescere sempre di più il suo bagaglio culturale e riceve ispirazioni per la propria evoluzione artistica e tecnica.

Fisionomia
L'aspetto che gli appartenenti alla razza di Yith assumono di fronte agli esseri umani è quella di strane creature iridescenti. Hanno la forma di uno pseudo-cono alto tre metri rivestito di una materia elastica e squamosa. Dall' apice del cono si proiettano quattro membra cilindriche che si concludono con degli artigli, delle chele o dei tentacoli, tranne l'ultima che termina con uno strano globo giallastro su cui compaiono tre occhi di diversa colorazione.

Comportamento
Tra tutte le razze dei miti di Cthulhu, questa è senza dubbio quella più enigmatica. Non è chiaro se tali creature siano benevole o malvagie (anche se la prima ipotesi sembrerebbe la più accreditata), ma è risaputo che sono una delle razze più potenti, al pari delle mostruosità senza forma che servono Yog-Sothoth, il tirannico dio con cui la razza di Yith è spesso entrata in conflitto.

mercoledì 2 febbraio 2011

Le 10 regole dell'investigatore


Eccovi di seguito le 10 regole dell'investigatore, spudoratamente copiate dal manuale dell'investigatore edito dalla Chaosium:

1) Mantenere il segreto
"Vi furono opinioni contrastanti se avvisare la Polizia di Stao del Massachusetts, ma alla fine prevalse la tesi contraria" (H.P.Lovercraft, L'Orrore di Dunwich)
2) Restare uniti
"Anche se sei un vampiro, sei sempre mio fratello" (da "Ragazzi perduti")
3) Agite in fretta e pentitevi subito dopo
" Quando la gireremo, bruciatelo fino a ridurlo in cenere" ( da "Il ritorno dei morti viventi")
4) Non agite MAI senza un piano
"Lancilotto, Gahalad ed io salteremo addosso al coniglio..." ( da "Monty Pithon e il Santo Graal")
5) Esplorazione preventiva
" La casa ha una cantina?" (da "Re-Animator")
6) Le armi da fuoco sono l'ultima spiaggia
" E cosa dobbiamo usare, parolacce?" (da "Aliens")
7) Conoscenza del nemico
"Voglio misurare le impronte del morso. Forse potremmo capire con cosa diavolo abbiamo a che fare" (da "Creepshow")
8) Le cose non sono sempre ciò che sembrano
" io non bevo mai... vino!" (da "Dracula")
9) Non mollate mai
" Talvolta, sull'orlo del successo, esitavo; ma disperatamente mi aggrappavo sempre alla speranza che il giorno dopo, o addirittura dopo poche ore, ce l'avrei fatta" (Mary Shelley, "Frankestein")
10) Siate sempre pronti
" Gente normale: non risputa i proittili quando gli sparate" (da "Neardark")

martedì 1 febbraio 2011

Frantz von Castellan

Nato a Berlino nel 1881, uomo colto è molto, molto impulsivo. Le sue decisioni sono sempre apprezzate dai colleghi e la sua opinione tenuta in gran considerazione dalle persone che lo circondano. Spesso può sembrare che non sopporti E. Gutierrez, ma probabilmente si tratta solo di apparenza. Saggio all’inverosimile, privo di remore e sempre pronto all’azione, queste sono le caratteristiche che lo rendono un leader naturale; in più la sua smoderata ricchezza e conoscenza arcana lo aiutano nella maggioranza delle situazioni. Da quando ha scoperto di possedere anche una sorta di poteri divinatori, che però non riesce a controllare, ha raggiunto una completa consapevolezza di se stesso. Di nobili origini, ha il titolo di barone, combatte nella Grande Guerra, prima sul fronte orientale e poi su quello occidentale con il grado di capitano. La sua unità di fanteria si copre di gloria in tantissimi assalti, ma nonostante questo la guerra è persa. Giunto a New York per insediarsi in una cattedra di storia nella suddetta città da il vita alla mitica fondazione von Castellan. Un’ultima chicca è sicuramente l’aver inventato una punizione terribile con il quale punire eventuali prigionieri che non vogliono collaborare: il Re della montagna.